BOXE

Pugni + Sogni = 10

una collezione sorprendente, contrastante e paradossale, estremamente spirituale e carnale al tempo stesso.
Nelle dieci tele l’artista racconta una storia che è metafora della lotta dell’uomo per la vita attraverso la dicotomia tra forza e sensibilità.

La natura dell’essere umano si rivela in piani contrastanti e interrelati: sacro e profano, aggressività e spiritualità, apparenza e interiorità.

Tale lotta è condizione universale umana, come le ferite che ne derivano, non solo nel corpo.

Una collezione che crea stupore per la sua natura spiccatamente “connotata” ma che proprio nell’uso che fa dell’iconografia religiosa paradossalmente rivela l’universalità dell’essere umano, che risiede nella sua fragilità e nella sua forza.

Colori intensi e carichi di pathos come il rosso dei guantoni del pugile, metafora dell’uomo che lotta nella battaglia della la vita, emergono dall’oscurità cui fa da contrasto un punto fermo luminoso: l’immagine sacra. Questa è il simbolo di una divinità latente sempre presente in ogni uomo in ogni momento: l’anima, graffiata dalla lotta i cui segni sono visibili nel corpo quasi logoro, è però sempre alimentata da una sorta di amore divino, la cui divinità viene in realtà dalla sua condizione terrena e universale. I valori universali dell’umanità sono sempre presenti, come una rivelazione quiescente, nella lotta del protagonista dentro e fuori dal ring, pronti a rivelarsi nella sua caduta, condizione anch’essa universale dell’uomo-pugile. Anche la sconfitta è condizione comune come testimonia la freccia alle spalle che accomuna il vincitore all’avversario abbattuto. Ne emerge un uomo fragile, ma che nasconde la propria forza dentro di sé, e la ritrova nel momento della caduta, come in un’illuminazione. Un insieme di Divino e Terreno che accomuna l’uomo nella sua condizione universale di lottatore, vincitore, o sconfitto.

C. M.